... È un libro di ricordi, quattro volumi di vicende vissute, film visti, iniziative varie concluse o non concluse in più di sessan- ta anni di esperienze e di lavoro, con tanto materiale (altret- tanto?) che rimane fuori addirittura non per scelta, ma perché i testi, nel tempo, nei traslochi, nei disagi vari sono andati pur- troppo smarriti.
Quasi di sfuggita voglio dire comunque di essere felice e orgo- glioso di avere stretto la mano e, non di rado, di avere parlato, anche a lungo, con Dreyer, Ford, Barrault, Chaplin, Zavattini, Clair, Renoir, Carné, Capra, De Santis, Arnheim, Rossellini, Ga- ssman e molti altri ancora, in un elenco volutamente senza crite- rio di preferenze. ...
... Ricordi di persone, di avvenimenti, di film, molti ricordi in contemporanea con i fatti che li hanno causati. Di una cosa l’a- utore è orgoglioso: di non scrivere nulla “per sentito dire”, ma di avere invece vissuto di persona, in bene o in male o in così così quanto racconta e quanto mette in evidenza. A questo si riferisce, in particolare, l’aggettivo “fortunato” apposto nel ti- tolo del libro. ...